WITH THE BAD COMES THE GOOD

WITH THE BAD COMES THE GOOD

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Devo essere sincero. Questo che stiamo per raccontarvi è un racconto bello quanto amaro per ogni fan di Kobe Bryant.

8 giugno 2004. NBA Finals, Lakers – Detroit.

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I Pistons sono una squadra solida, che ha fatto quadrare il cerchio grazie all’innesto di un certo Rasheed, arrivato solo venti part
ite prima in cambio di Bob Sura Jr. e Zeljko Rebrača -chi?-, che divide il pitturato (almeno difensivamente) con Big Ben Wallace. C’è anche Chauncey B-B-B-B-Billups (che, proprio durante gli ultimi giorni, ha fatto quest’uscita su ESPN), RIP Hamilton, Tayshaun Prince. Dalla panchina, per la categoria “Slavo Non Protagonista” c’è anche quel sinistro figuro con le meches, scelto solo dieci mesi prima alla numero due in uno dei draft più talentuosi di sempre (nel caso non aveste ancora capito di chi stiamo parlando, potete trovare un approfondimento qui).

Il tutto sotto la sapiente regia di Larry Brown,  già presente (nonostante l’importanza) nello scorso episodio.karl-malone-gary-payton

Ma i Lakers dei Fab Four (non tanto “Fab”, visto un Malone infortunato ed un Payton in versione “guanto di pizzo”, citando “Like Mike”) sono favoritissimi.

Eppure gara 2 allo Staples è gia un dentro-fuori per i Lakers, che hanno perso malamente gara 1 e sono -6 a 30 secondi dalla fine.


Mi ricordo quella notte come se fosse ieri.

Avevo 14 anni e l’indomani sarei dovuto andare a ritirare la mia pagella scolastica. Una notte intera su Sky per vedere il mio idolo: Kobe Bryant. Soffrivo tantissimo.. beh oggi soffrirei egualmente ma come tutti sappiamo, i dolori adolescenziali sembrano sempre più grandi.

Ed ecco i miei favoritissimi Lakers che soccombevano sotto i colpi della Detroit operaia. Le “cinque ruote motrici” ci stavano ammazzando con una difesa asfissiante.

Ma ecco, fallo e canestro di Shaq, che addirittura segna il libero mettendo i lakers a -3: un solo possesso di distanza.

Chauncey sbaglia il runner del +5, Timeout Lakers.

Rimessa nelle mani di Karl Malone, palla per Shaq in ala, consegnato per Luke Walton che in una sorta di ruota Globtrotteriana, consegna a Kobe marcato sul cambio da Hamilton.

RIP fa una difesa magistrale, ma Kobe… palleggio verso sinistra, palleggio, esitation, salto e…..

 

Lo Staples è in delirio, ricordo ancora Flavio Tranquillo urlare “BRYANT, BRYANT, KOBEEEEEEEEEEE BRYANT”, mentre Kobe torna in panchina sbattendo il suo pugno destro sul cuore ben sei volte (dovevo sapere bene quante volte esatte per riprovare il tiro al campetto quel migliaio di volte, gasandomi successivamente come fossi Kobe allo Staples……).

Buffa esclama “Flavio ti ho sentito gridare così solo una volta a Salt Lake City, per un altro molto simile”, e continua “cosa possiamo dire di questo tiro? Ventimila persone che ti aspettano, che sanno cosa starai per fare. E tra l’altro senza neanche dover spingere un po’ il difensore.. e da tre! Neanche da due…”(confrontandolo col famoso “The Shot” di His Airness).

 

Beh se Tranquillo ha reagito così, potete immaginarvi come io abbia reagito?

Ho svegliato mezzo quartiere, attirato bestemmie dei vicini, ho saltato per mezz’ora come un pazzo e non sono riuscito a trovare un po’ di relax fino alla successiva gara.


Sappiamo tutti com’è finita quella serie, eppure quel tiro mi ha lasciato dentro un’emozione indescrivibile. Non saprei dirvi quante volte ho provato ad imitarlo al campetto o quante volte ci ho pensato, lo ho sognato, lo ho agognato…

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Ci sarebbero altre mille storie che legano Kobe ai Pistons, come quella che lo vide rifiutare uno scambio per RIP e Prince nel 2007 , o il più classico dei suoi buzzer beater, ma abbiamo deciso di raccontarvi questo proprio perché nella sua carriera, come lui stesso ha ribadito più volte, col buono viene anche il cattivo, e non si può vincere sempre, in uno sport complesso come questo, senza che tutti i pezzi del puzzle vadano al loro posto, come in quella seconda (maledetta) versione dei Bad Boys.

 

P.S. : tutti sappiamo come adesso Kobe e Shaq rimpiangano i loro litigi e la loro rottura (chissà quanti ne avrebbero vinti insieme), avvenuta immediatamente dopo la sconfitta.

E, seppur l’unica vinta, è proprio dopo questa partita che inizia la grande rottura. Viene chiesto a Shaq un commento sulla prestazione incredibile di Luke Walton, autore di 8 assist, e la sua risposta non lascia dubbi “Mi sorprende come riesca a darmi la palla, mentre ragazzi che giocano con me da quattro, cinque o sei anni non ci riescono affatto”. Una bella sviolinata rivolta proprio al #8 dei Lakers…

Beh, Peccato!

Enjoy!

 

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Cura mente e corpo manco fosse Siddartha, dottorato, emigrato in Svizzera. Fan di Kobe prima dei Lakers poi.

Una risposta

  1. […] delle peggiori partite della sua carriera, l’ultima in quella Detroit che gli ha regalato gioie e dolori. Ma è anche il Kobe che fu, quello disposto a tutto pur di calcare il parquet e dimostrare quello […]

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