UN SOGNO CHE SI AVVERA: L’ULTIMO BALLO DEL DIO KOBE

UN SOGNO CHE SI AVVERA: L’ULTIMO BALLO DEL DIO KOBE

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  1. San Francisco – Los Angeles 8 ore
  2. Los Angeles – Londra 10 ore
  3. Londra – Roma 2:30 ore
  4. Roma – Zurigo 1:30 ore

Totale più scali: 30 ore circa….

Perché?! …Per coronare il sogno di una vita…

Ma facciamo prima un passo indietro.

Era una sera come le altre. Spaparanzato sul divano, facevo zapping su TELE+ quando improvvisamente nei canali dello Sport irrompe una partita di Basket. Los Angeles Lakers-Dallas Mavericks.

Kobe, mai così vicino
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I Los Angeles Lakers a inizio quarto periodo perdevano di circa trenta punti. Era la prima volta che vedevo una partita NBA. Conoscevo le regole del basket ma non mi ero mai interessato più di tanto. Annoiato dalla mancanza di altri programmi, iniziai a vedere la partita. Notai subito un tizio con il numero 8 e la scritta BRYANT dietro la maglietta gialla. Quel ragazzo aveva una strana luce negli occhi e sembrava incazzato nero. Inizia con un canestro, poi una schiacciata, poi un tiro reverse, una tripla, un fade away, un assist… e ancora e ancora…. Una rimonta incredibile. Il mio corpo era un continuo fremito, un turbinio di brividi che si susseguivano a ogni punto di rimonta ispirato da quel demone con la maglia numero 8! Si arriva agli ultimi secondi, e Bryant segna anche il tiro della vittoria. Chiude il quarto periodo con 21 punti, senza errori dal campo e mettendo anche il punto esclamativo finale. Non avevo mai visto qualcosa del genere e mai avevo provato quelle emozioni e quell’esaltazione per un giocatore. Quel Bryant numero 8 da quel giorno divenne il mio idolo, il mio eroe, la mia ispirazione. Ricordo con gioia le ore e ore e ore al campetto cercando di emulare in solitudine i suoi movimenti, non importava non prendessi neanche il ferro, erano i movimenti di Kobe!

Dopo 14 anni di folle amore a distanza, ho finalmente messo da parte i soldi che servivano per andarlo a vedere dal vivo. Eh gia.. il sogno di una vita, vedere il proprio idolo dal vivo. Biglietti aerei e biglietti per le partite Lakers-Toronto e Lakers-Warriors comprati e si parte! La prima allo Staples è pura magia. Kobe non è più quello di un tempo ma come al solito nel quarto periodo esplode come ai vecchi tempi: fade-away, tripla, e fade away ancora. Purtroppo i Lakers hanno una difesa pessima e gli sforzi del ventiquattro servono a ben poco. Sconfitta Lakers, ma un’emozione indescrivibile per me che ho vissuto tutta la partita in uno stato di trance. Vorrei poter meglio spiegarvi cosa mi sia esploso per la mente, specialmente quando è passato nel tunnel degli spogliatoi e mi trovavo praticamene a un metro da lui.

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Oracle Arena – Step Vs Kobe

Poi si va a casa dei Warriors, i campioni in carica NBA, che con una vittoria contro i Lakers avrebbero iscritto il nuovo record NBA per vittorie consecutive a inizio stagione. Mi sono detto “chissà che Kobe non faccia Kobe e guasti la festa ai Warriors”. Beh, come tutti sappiamo non è andata proprio così e ho assistito dal vivo alla più brutta partita in carriera di Kobe. 1/14 dal campo, anche se quell’unico canestro è stato da vero campione, dopo un’air ball e la derisione del pubblico, con un arresto e tiro da tre in contropiede. Quanti amici mi hanno scritto, chi sinceramente dispiaciuto chi solo per prendermi in giro, dicendomi che sono stato veramente sfortunato. Beh, non posso nascondervi la mia delusione iniziale. Migliaia e migliaia di km, anni e anni di attesa per assistere alla più brutta partita della sua carriera; quella che in molti hanno definito come la “caduta di un Dio”. Ho elaborato il tutto, e improvvisamente ho capito : “non posso non amarlo ancor di più!”. Durante una partita qualche anno fa, Federico Buffa esclamò: “Bryantesimo, religione di stato NBA”. Kobe era al suo apice e scriveva giornalmente pagine di storia NBA.

Non ha raccolto quanto avrebbe dovuto giacchè mancano all’appello almeno 3 MVP per cause “politiche” post-Colorado e forse qualche titolo a causa della sua estrema fedeltà ai Lakers (quando era di gran lunga il più grande al mondo aveva una squadra che non avrebbe potuto passare neanche il girone di Eurolega… ma come ben sappiamo lui, a differenza di altri, non ha mai abbandonato la barca). In quel periodo mille dibattiti ma io ero sempre lì a difenderlo cosi come oggi. Già, perché a veder la sua peggior partita ho provato un’immensa tristezza, ma ho anche avuto la consapevolezza di un trentasettenne martoriato dagli infortuni che continua a lottare contro tutto, in attacco e in difesa, a differenza di ragazzini vanitosi senza spina dorsale. Contro i Warriors, l’ho visto lanciarsi nelle prime file per recuperare un pallone, scippare un altro in post a Green che voleva sfruttare il mismatch. L’ho visto uscire tra i fischi, col capo abbassato, sedersi nell’ultimo posto in fondo alla panchina con un’asciugamano sul capo. Ma dopo pochi secondi ho anche visto che si alzava e riprendeva, come se nulla fosse e quegli anni non fossero mai passati, cercando ancora una volta di trovare la forza per reclamare il suo trono nell’Olimpo.

Il Kobe umano che lotta come un operaio NBA, che non si arrende alle difficoltà del tempo, mi ha ricordato ancora una volta perché lo amo e perché rimane il mio giocatore preferito e il mio più grande di sempre. La pallacanestro è in debito con te mio caro Kobe. Io sono in debito con te perché oltre la pallacanestro giocata, grazie a te ho conosciuto quasi tutti i miei migliori amici, ho vissuto momenti indimenticabili, ho amato e odiato fino alla follia la mia passione, pianto e riso su un campo da basket, condiviso con persone meravigliose il mio percorso di vita.

Io sono convinto che la signora grassa ancora non abbia intonato la tua ultima nota. Il bryantesimo non è più religione di Stato NBA, ma lo sarà sempre a casa mia.

Grazie per quel fade away immortalato contro Toronto, grazie per la tua peggior partita che mi ha fatto solo ricordare quanto un Dio possa essere umano pur rimanendo tale.

Tuo per sempre,

Davide Mangani

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Cura mente e corpo manco fosse Siddartha, dottorato, emigrato in Svizzera. Fan di Kobe prima dei Lakers poi.

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