TRADE DEADLINE STORY: IL CASO DI JAKARR SAMPSON

TRADE DEADLINE STORY: IL CASO DI JAKARR SAMPSON

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Gli ultimi giorni del mercato invernale si sa, sono molto turbolenti. Quest’anno a dire il vero meno del precedente, ma ci ha regalato un retroscena niente male, legato a Jakarr Sampson e…. i 76ers.


Partiamo dalla conclusione della storia: il giocatore è stato messo sotto contratto dai Denver Nuggets lunedì, a ridosso della trade deadline. Jakarr però non è stato coinvolto in alcuna trade, ma “pescato” letteralmente nel mercato dei free agent, nel quale era stato forzatamente inserito dai 76ers poche ore prima. Giocatore interessante, ma non un crack di mercato, al suo secondo anno nella lega, viaggia con 5.0 punti e 2.7 rimbalzi in circa 15 minuti di utilizzo.

Particolare interessante: Philadelphia non aveva alcuna intenzione di liberarsi del giocatore, anzi.

Ma perché tagliarlo? Beh, qui la storia si complica. I 76ers erano stati coinvolti nella trade a 3 squadre che doveva portare Montejunas e Thorton dai Rockets ai Pistons in cambio di una prima scelta al draft, ma i Pistons dovevano necessariamente abbassare il salary cap per firmare i due giocatori.

Ecco la “genialata”: Philly viene in aiuto dei Pistons, prendendosi Joel Anthony in cambio di una scelta al secondo giro. Per far questo, serve uno spazio libero. Il sacrificato proprio JaKarr Sampson. Sacrificato per modo di dire, perchè Anthony sarebbe stato tagliato immediatamente permettendo così la ri-firma di Sampson. Questa “genialata” in realtà è una pratica molto usata nella NBA, dove squadre con margine salariale si accollano degli stipendi importanti in cambio di scelte.

Ma ecco che il destino si mette in mezzo a rovinare i piani, e se legge “76ers” negli ultimi anni pare si accanisca in modo sadico. Il colpetto che fa partire le tessere del domino parte da Detroit, dove Montejunas non passa le visite mediche. Anche se l’accordo era stato chiuso ed annunciato alla stampa, formalmente viene concluso solo dopo le visite mediche. Ma dopo l’esito negativo, la squadra può dichiarare la trade annullata. I giocatori tornano a Houston e Anthony rimane nella Motor city.

Denver -che ha dato via Foye nel frattempo- approfitta di questa minuscola finestra di tempo per firmare fino all’estate 2017 con un contratto non-garantito il giocatore dei 76ers.


Questa breve ma articolata storia ci insegna 3 cose:

1. Il mercato NBA ed i suoi movimenti sono molto complicati

2. Philadelphia gestirà le cose alla cazzo, ma è pure sfortunata

3. Il destino è infame

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Ingegnere

Ingegnere, emigrato, fondatore, giocatore. Ha imparato prima a stoppare che ad usare i congiuntivi a scuola.

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