TOP 5: I GIOCATORI IN ATTIVITA’ CON CUI NON VORRESTI MAI LITIGARE

TOP 5: I GIOCATORI IN ATTIVITA’ CON CUI NON VORRESTI MAI LITIGARE

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Il mix di cattiveria e atletismo potrebbe essere la base per un nuovo tipo di soldato o di un atleta della MMA, invece te lo puoi ritrovare faccia a faccia su un campo da gioco. Abbiamo voluto stilare una classifica dei 5 giocatori con cui è meglio non litigare, non fare incazzare ma soprattutto se proprio vi trovate coinvolti in una rissa, schieratevi dalla LORO parte!


5. MATT BARNES

matt-barnesIl temperamento sul terreno di gioco dell’ala dei Memphis Grizzlies è abbastanza noto a chi segue la NBA. Giocatore duro, spigoloso, caratteristiche che lo rendono un ottimo difensore, forse uno dei migliori 1vs1 nella lega. Tanto che Kobe Bryant, dopo aver lottato con lui per serate intere, l’ha voluto con se nei Los Angeles Lakers.

Ma anche fuori il palazzetto il suo temperamento fa notizia. Nel 2010 è stato arrestato per presunta violenza domestica nei confronti della sua ex-moglie, Gloria Govan. Ancora problemi  con la giustizia nel 2012, quando è stato arrestato per guida con patente scaduta e per aver minacciato l’agente di polizia che lo aveva fermato. Rilasciato su cauzione di 51,000$ (26mila per la licenza e 25mila per le minacce).

A proposito della ex-moglie, quest’estate il buon Matt ha percorso 95 miglia per affrontare Dereck Fisher, suo ex compagno di squadra ai Lakers, verbalmente e non, perchè era in compagnia della citata Gloria Govan (gnocca atomica, vedi link). Risultato? Denuncia in arrivo e qualche giorno di riposo per Fish.


4. KEVIN GARNETT

kgUno sguardo così farebbe scappare chiunque. Ventuno anni di NBA. Millecinquecento partite. MAI un passo indietro.

Anzi, è lui a dire la prima parola, a cominciare le provocazioni. Uno dei migliori trash-talker che abbia mai calcato i campi della NBA. Amato il giusto sul campo, specie da chi si è trovato faccia a faccia con lui, KG ha una lunga collezione di risse sul terreno di gioco. Noah, Howard, ma soprattutto Carmelo Anthony sono entrati nella sua personale collezione di scalpi. Il più “famoso” proprio quello inerente a Melo, che ha aspettato The Big Ticket all’uscita degli spogliatoio per difendere l’onore di sua moglie, definita “baldracca” e “dal sapore di cereali al miele”.

Altre menzioni particolari: nei confronti di Tim Duncan nel giorno della festa della mamma ha detto “Happy Mother’s Day, motherf—er!”. La madre di Duncan però è morta di cancro quando lui aveva 14 anni. Nel 2010 inoltre ha definito “a cancer patient.” Charlie Villanueva, che soffre di alopecia. Bene ma non benissimo Kevin!


3. CARON BUTLER

butlerMeno appariscente di altri presenti in questa classifica, ma oltre all’aria da duro che Butler trasmette sul terreno di gioco, il suo passato lo spedisce dritto in questa classifica.

Si perchè prima di essere un All-American e di essere poi scelto dai MIami Heat, Caron aveva un rapporto privilegiato con la prigione. Una sorta di porta scorrevole l’ha fatto entrare ed uscire dal carcere ben 15 volte prima di compiere 15 anni. La sua adolescenza non è stata facile, ad 11 anni era uno spacciatore nelle strade di Racine (Wisconsin) ed infatti i suoi arresti sono stati proprio dovuti alla detenzione di cocaina e armi da fuoco. La sua storia è a lieto fine, nel carcere minorile inizia a giocare a basket fino ad arrivare alla NBA. Meglio non provocarlo però…


2. METTA WORLD PEACE

artest hardenÈ veramente difficile non sorridere leggendo il suo (nuovo) nome se riferito a questa classifica. Metta, come Barnes, è stato portato da Kobe nella sua squadra, per gli stessi motivi: duro, cattivo…insomma uno dei giocatori necessari per la vittoria di un titolo. E così è stato.

Per il suo curriculum vitae chiedere a James Harden, steso -con tanto di commozione celebrale– dopo una gomitata di Artest, il quale stava “semplicemente” esultando dopo una giocata. Sette giornate di squalifica in questa occasione.

Nulla in confronto alle 73 (ossia tutto il resto della stagione) dopo la rissa al Palace of Auburn Hills  di Detroit, in cui sono stati coinvolti giocatori avversari e pubblico. Artest, sdraiato sul tavolo degli arbitri, riceve un bicchiere di birra in testa. L’istinto prende il sopravvento, la vena si chiude e in pochi secondi Ron Ron è in settima fila a tirare cazzotti. Bambini che piangevano, sedie che volavano… una sorta di guerriglia urbana che la NBA proprio non ha tollerato, rifilando a tutti squalifiche esemplari.


1. JAMES JOHNSON

jjI 4 nomi fatti in precedenza sembrano dei boy-scout a confronto di James Johnson. Lui è un lottatore, ma nel vero senso della parola: cintura nera di secondo livello, record imbattuto in MMA (7 incontri) e kickboxing (20-0).

Il suo soprannome dice molto, “Bloodsport”, ma non tutto. Chris Paul al college sfida JJ a dargli un calcio in faccia, non credendo nelle sue abilità poichè troppo alto. Pochi millimetri hanno diviso Paul da una sicura decapitazione, poichè Johnson non ha esitato a sferrare un calcio rotante, salvo fermare il piede in prossimità del volto di Paul.

Altro episodio curioso nei tempi dei Chicago Bulls. Durante la trasferta ad Oklahoma City, i Bulls erano ospiti dello Skirvin Hotel, famoso per essere infestato di fantasmi. Beh, Rose e Taj Gibson erano talmente terrorizzati dai rumori che si sono rifugiati nella camera di… James Johnson!


 

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Ingegnere, emigrato, fondatore, giocatore. Ha imparato prima a stoppare che ad usare i congiuntivi a scuola.

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  1. […] Per questa sua adolescenza turbolenta, Butler è stato inserito nella top5 dei giocatori con cui non vorresti litigare (clicca per link) […]

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