SINDROME DA STAR

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Il percorso Europeo di Coach Pianigiani è iniziato da dove aveva lasciato: incosistenza.

Prima della palla a due con la Turchia, un ambiente gasato dalla enorme pubblicità di SKY ha rimesso la compagine dove compete per importanza, ma un motivetto ha suonato troppe volte: “abbiamo tre star NBA”.

Ma noi veniamo da una cultura ben differente, dove non ci sarà mai un singolo capace di traghettarci -come un Durant o un Bryant- alla vittoria. Noi veniamo da una cultura operaia dove 1+1=3. Dove tra Fucka, Myers e Galanda spuntava Abbio e Chiacig.

Come ogni squadra sì abbiamo bisogno di un leader, che non coincide con il Capitano. Gallinari è la maggiore espressione del talento italiano, straconfermato in terra americana, ma non possiamo sperare o pensare di appoggiarci ai sui trentelli ogni sera, così non si va da nessuna parte.

Questa era la classica partita che poteva distruggere il nostro cammino nell’europeo. L’islanda è una squadra tignosa, veloce e senza nulla da perdere. Il nostro nervosismo e la consapevolezza di dover assolutamente vincere, unito ad un arbitraggio discutibile ed un avversario che ti porta a giocar male, hanno fatto si che la partita non è stata mai chiusa nè dominata dagli azzurri, così come il pubblico -e magari anche Pianigiani- si aspettava.

La gara comincia con 2 falli chiamati al Gallo, diciamo molto discutibili. L’azzuro che meglio interpreta la gara e ci mette “il fisico” è Gentile, che chiuderà il match a 21 punti, 5 rimbalzi e 4 assist. Come si poteva prevedere, dopo aver tirato con il 28% contro la Germania, l’Islanda chiude con il 55% mettendo praticamente tutto nel primo quarto. Alla lunga i nordici calano come precisione ma non riusciamo a scrollarceli di dosso. In più si infortuna Datome (aspettiamo gli esiti della risonanza, intanto #pray4jesus) e gli arbitri fischiano il quinto di Gallinari.

Va bene che l’Islanda è simpatica tipo le Filippine al mondiale, ma è il caso di vincere questa partita… anche se sembra proprio che non vogliamo: con 3 minuti mancanti alla sirena ed il tabellone che recita 62-59 Islanda, ci pensa Aradori con 5 punti consecutivi dal nulla, dopo i tre liberi del pareggio di Belinelli. Canestro Gentile, ed è più sette a un minuto dal termine. Parziale di 12 a 2, ma che spavento!

La scimmia è stata tolta dalle spalle. L’Italia vince ma non convince. L’attacco è macchinoso, la difesa soprattutto con Bargnani non regge. Belinelli da Playmaker non funziona, ma Hackett non convince pienamente. Serve più gente che fa il lavoro sporco, o gli stessi interpreti che si sporcassero di più le mani.

Adesso viene il bello, domani con la Spagna capiremo chi siamo e dove vogliamo andare. A Lille perlomeno.
Andiamo Italia.

 

Sam & MM

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Ingegnere, cinefilo e cinofilo, Drazen è per sempre.

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