SALARY CAP: LA GUIDA PER CAPIRE IL SISTEMA CONTRATTI NELLA NBA

SALARY CAP: LA GUIDA PER CAPIRE IL SISTEMA CONTRATTI NELLA NBA

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Iniziamo dal principio: il SALARY CAP è il limite massimo di soldi concessi ad una franchigia per tesserare i propri giocatori. Questo limite è deciso (insieme ad altre questioni) dal contratto collettivo, stipulato tra i vertici della lega e l’associazione giocatori. Il salary cap è uno strumento di controllo dei costi di gestione delle squadre, introdotto per bilanciare il più possibile -dal punto di vista economico- le possibilità di competizione delle varie franchigie.

Il limite è stato introdotto definitivamente (dopo un tentativo nel 1940) nella stagione 1984-85. Il cap ha subìto un incremento costante nel tempo, fino ad arrivare alla cifra di $70mln per la stagione 2015/16 (+11% rispetto alla precedente). Tale cifra è destinata a salire, grazie al nuovo contratto stipulato dalla NBA con le TV: circa  24 miliardi di dollari per 9 anni, ossia 2,6 miliardi circa l’anno. Questo extrabudget nelle casse della lega permetterà l’aumento del limite salariale a $90mln (+11%) per la stagione 2016/17 (+28,5%).

Il limite è sottoposto a regole abbastanza complicate ed eccezioni che “addolciscono” questo tetto, per questo motivo è condiderato un “soft cap”. Le regole sono tante e complesse, per questo elencheremo in questo articolo solo le più comuni.


LUXURY TAX

Prima regola da considerare per interpretare il regolamento è capire quanto ed “a che prezzo” si può sforare il tetto. La concezione di soft cap permette proprio un certo tipo di margine. Nella fattispecie il limite (per la stagione 15/16) è 84,74 milioni, oltre il quale iniziamo sanzioni sempre più pesanti in relazione a quanto si sfora il cap. Per essere più chiari, basta leggere la tabella riportata di seguito:

Dollari sopra il limite Tassa per ogni $ in eccesso Repeat offender
$4,999,999 or meno $1.50 $2.50
$5 million a $9,999,999 $1.75 $2.75
$10 million a $14,999,999 $2.50 $3.50
$15 million a $19,999,999 $3.25 $4.25
Oltre $20 million $3.75 + $0.50 per $5 million $4.75 + $0.50 per $5 million

Per ogni dollaro in eccesso se ne pagano dagli 1,50 ai 4,00 in più. Ci sono franchigie che possono permettersi queste tasse, rientrando in altro modo di queste spese.

La repeat offender è stata introdotta per chi ha superato ripetutamente (3 volte in 4 anni) la luxury tax.

Il cosiddetto “apron” è  un ulteriore cuscinetto di 4mln di dollari sopra il limite della luxury tax.


MINIMUM CAP

Le regole valgono anche al “contrario”. Ossia è previsto un minimo di spesa per ingaggi da parte di ogni franchigia NBA. Il limite è quello di spendere almeno il 90% del cap disponibile. Per la stagione 2015/2016 è quindi pari a 63 milioni di dollari.

GRAFICO?


MASSIMO SALARIALE

Esistono dei limiti anche sul massimo da poter elargire ai giocatori. Quando sentite parlare di “massimo salariale”, questo dipende da quanti anni il giocatore milita nella lega.

ANNI NELLA LEGA % SALARY CAP Mln$ (16/17)
6 o meno 25% $22,5
7–9 anni di esperienza 30% $27,0
10+ anni di esperienza 35% $31,5

MID LEVEL EXCEPTION (MLE)

La regola base del salary cap è che ogni team non può firmare un giocatore o fare una trade , a meno che non usi le “eccezioni” permesse dal soft cap. Le exception sono i meccanismi grazie al quale le franchigie riescono a fare movimenti anche se hanno sforato il tetto salariale, alcune solo per fare trade. La MLE può essere usata una volta l’anno. Il suo valore aumenterà del 3% ogni stagione.

NON-TAXPAYER: sopra limite, ma sotto “apron” (che scatta dopo aver sforato di 4mln la soglia della luxury)

TAXPAYER: sopra limite e sopra “apron”

CAP-ROOM: sotto limite minimo salariale

ANNO NON-TAXPAYER TAXPAYER CAP-ROOM
2014-15 $5.305 $3.278 $2.732
2015-16 $5.464 $3.376 $2.814
2016-17 $5.628 $3.477 $2.898

LARRY BIRD EXCEPTION

La regola in realtà si chiama Veteran Free Agent Exception, meglio conosciuta come “Bird exception”, poichè i Celtics furono la prima squadra a sfruttare la regola rifirmando  Larry Bird.

Questa exception permette ad una franchigia di rifirmare un giocatore anche se il suo rinnovo porta a sforare il tetto imposto dal salary cap. Il giocatore può  può essere ri-firmato dalla propria squadra per un importo fino al massimo salariale stabilito nel Contratto Collettivo, per un massimo di 5 anni.

La condizione è che il giocatore per i 3 anni precedenti non sia stato tagliato o abbia firmato come free-agent in qualche squadra. Se il giocatore viene scambiato, i suoi “Bird rights” passano con lui nel nuovo team. Nel caso in cui venga tagliato o firmi per una squadra come f.a. si riparte nel conteggio dei 3 anni con il nuovo team.


SIGN AND TRADE

Questo tipo di accordo risulta ottimale quando un giocatore di una squadra sta andando in scadenza di contratto. Per non “perderlo” senza avere nulla in cambio, si può rifirmare per poi cederlo ad un’altra squadra.

La convenienza è duplice: il giocatore firma un grosso contratto ed il club riceve qualcosa in cambio invece di perderlo rimanendo a mani vuote. La regola però dice che la squadra deve immediatamente cedere il giocatore, non può trattenerlo cercando magari accordi migliori. Il contratto firmato dal giocatore ha lunghezza di massimo 3 anni, di cui solo il primo garantito.


Spero quanto prima di integrare con le ulteriori regole del mercato NBA. Per eventuali approfondimenti, contattateci tramite mail o facebook.

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Ingegnere

Ingegnere, emigrato, fondatore, giocatore. Ha imparato prima a stoppare che ad usare i congiuntivi a scuola.

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