REGGIE MILLER: SOPRAVVALUTATO?

REGGIE MILLER: SOPRAVVALUTATO?

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Oggi ho intenzione di far luce su un giocatore che ha avuto in carriera dei momenti miracolosi, incredibili, fenomenali, ma di cui la gente tende spesso ad ingrandirne il talento individuale, specialmente coloro che non l’hanno mai visto, aggrappandosi a specifici momenti ed emozionandosi su serie di playoff che non erano poi così impressionanti quando si iniziava a capire che questo giocatore era in squadre che non avrebbero mai e poi mai avuto la possibilità di vincere un campionato: quel giocatore è Reggie Miller.

Quando un giocatore è ritenuto sopravvalutato, ciò non significa che sia terribile o addirittura non una stella; ma vuol dire che l’opprimente opinione o la visione di quel giocatore è un po’ esagerata, abbellita ed estesa al punto in cui si può davvero etichettare quella persona come sopravvalutata. Quando si parla di Reggie Miller, molte persone credono che Reggie Miller sia uno delle 10 migliori guardie di tutti i tempi; ho sentito persone nominare Reggie Miller come uno dei 50 migliori giocatori di tutti i tempi (Cosa fatta dalla stessa NBA) o anche poco fuori della top 50 e molte persone, come me, lo dicono prima di aggrapparsi a questi momenti della carriera di un giocatore che è durata 18 anni, quindi vediamo di analizzare tutto prima di tirare le somme.

ONLY FACTS

Reggie Miller è una guardia di 2 metri che ha trascorso 18 anni nell’NBA, tutti giocati per gli Indiana Pacers. Nei suoi 18 anni di carriera Reggie Miller ha messo a segno oltre 25.000 punti, preso all’incirca 4000 rimbalzi e altrettanti assist, un po ‘più di 1000 palle rubate e 299 STOPPATE (in maiuscolo perché è veramente un numero minuscolo per chi spende diciotto anni in NBA). In media parliamo di 18 punti, 3 rimbalzi 3 assist e 1 rubata; al tiro fenomenale 47% dal campo, 39% quasi 40 da dietro l’arco e 89% ai tiri liberi. Ha concluso la sua carriera da cinque volte all-star, tre selezioni all- nba, una presenza nelle finali NBA del 2000 e apparentemente questo è stato abbastanza per essere considerato un hall of famer nel 2012.

“So di essere un po ‘spaccone qui ma come ho detto mi considero il miglior tiratore di sempre “

Ora, quando si tratta di Reggie Miller e del talento che è stato in grado di esibire costantemente su base annuale in tutta la sua carriera, non è poi così tanto. Come ho detto prima è di gran lunga uno dei più grandi tiratori che il gioco abbia mai visto ed etichettarlo come uno dei più grandi tiratori esclusivamente da tre punti si finisce per sminuirlo; Reggie Miller era più di un semplice tiratore da tre punti e no, non era uno specialista. Realizzando triple e tiri dalla media ad un ritmo molto prolifico possiamo etichettarlo come un grande tiratore a tutto tondo. Ma c’è dell’altro: si tratta della sua esecuzione nei momenti decisivi e del suo alto quoziente cestistico che gli ha dato anche la reputazione di essere uno dei giocatori più clutch della storia della NBA, ma a mio parere il più grande aspetto del basket che Reggie Miller è stato in grado di portare allo sport è stata la sua longevità: giocare nell’NBA per 18 anni è quasi anomalo, specialmente negli anni ’80 e ’90, dove molte carriere si chiudevano tra i 13 e 15 anni, specialmente se il giocatore in questione era una star. Quindi essere in grado di giocare in NBA per 18 anni è veramente impressionante. Il problema è che molte persone tendono a trascurare la longevità e per questo tendono a travisare altri giocatori tra cui Reggie Miller; per esempio ho visto molte persone etichettare Reggie Miller come un grande realizzatore e non è il caso. Capisco che abbia segnato oltre 25.000 punti, ma è necessario dare maggiore importanza alla sua longevità, piuttosto che alla sua capacità mettere la palla nel canestro.
Parlando della sua abilità offensive Miller non è un grande realizzatore, è solo un grande tiratore, perchè se sei un grande attaccante hai più modi di mettere la palla nel canestro; Reggie Miller non aveva particolari doti da ball handler, quindi difficilmente era in grado di creare il suo tiro, non ha alcuna presenza nel post e non è un forte realizzatore sotto canestro; quindi per la maggior parte della carriera di Reggie Miller stiamo parlando di uno spot-up shooter, di un tiratore fuori dai blocchi e di occasionali lay up, non quindi di un giocatore con un arsenale infinito di mosse offensive.
Parlando anche del resto del repertorio di Reggie Miller, non essendo un ball handler di alcun tipo, non era un facilitatore e per qualcuno di due metri, afferrare tre rimbalzi è semplicemente poca roba. Quando si tratta di atletismo, Reggie Miller non era fisicamente più forte di molte persone, non era più veloce dei suoi avversari e non era un saltatore, per nulla così atletico da risultare impressionante. Infine sul lato difensivo anche Reggie Miller stesso avrebbe riso a ogni idea di essere etichettato come un difensore.
Quindi quando si tratta di Reggie Miller abbiamo: grande tiratore, longevità, grande esecuzione nei momenti decisivi e…. stop! Ma è davvero così e stiamo parlando esclusivamente del talento individuale di Reggie Miller.

POST SEASON

Parlando di esecuzione, andiamo a parlare delle prestazioni di playoff di Reggie Miller perché ritengo che questo sia un argomento delicato quando si parla del miglior giocatore della franchigia dell’Indiana. Reggie Miller è clutch? Assolutamente! Uno dei migliori esecutori nei momenti decisivi che l’NBA abbia mai visto; il problema con l’essere clutch è che molte persone tendono a trascurare i momenti in cui si gioca peggio semplicemente a causa di uno o due momenti in cui si superano le aspettative. Per esempio, 1995, gli Indiana Pacers sono arrivati alle finali di Conference; è l’anno in cui Reggie Miller ha segnato i famosi 8 punti in 9 secondi: miracoloso, sorprendente; ma nella sfida delle Conference Finals contro gli Orlando Magic, Reggie Miller ha avuto l’opportunità di arrivare alle Finali NBA, ma in gara 7 giocò terribilmente: 12 punti, zero assist. Di nuovo voglio essere estremamente chiaro, in quella serie Reggie Miller è stato fenomenale ma nella gara decisiva quando gli è stata data l’opportunità di vincere, ha deluso le aspettative. Nel 1998, situazione molto simile, Conference Finals ad una gara dal fare le finali NBA tutto quello che devi fare è giocare bene e Reggie Miller e in una serie in cui credo abbia giocato piuttosto bene e di fronte aveva Michael Jordan, è uscito dalla partita non segnando durante l’ultimo quarto della decisiva gara 7 permettendo ai Chicago Bulls di avanzare alle finali NBA.
Questo è un qualcosa di ricorrente in tutta la carriera di Reggie Miller; sì, ha avuto momenti fenomenali e in altri casi è stato tutt’altro che decisivo e secondo me questo dovrebbe bilanciare il tutto fino al punto in cui le sue performance nei playoff non debbano soppiantare la mancanza di talento di Reggie Miller.

TRASCINATORE??

Ora so che molte persone siederanno lì e diranno che non posso stare a dare la colpa a Reggie Miller per la mancanza di successo dei Pacers perché Reggie Miller era l’unico a trascinare l’organizzazione. Se non fosse stato per Reggie Miller, non sarebbero stati così forti.
Purtroppo non è vero; Molte persone, cosi come per altri giocatori nella storia, andranno a cercare tutti gli All Star e gli Hall of Famer con cui ha giocato Reggie per giungere alla conclusione che Reggie era solo, non aveva aiuto. Il problema è che non devi essere un Hall of Famer e nemmeno devi essere un all-star per essere etichettato come “aiuto”.
Prima della stagione 1994 Reggie Miller statisticamente stava avendo anni abbastanza solidi almeno rispetto ai suoi stessi standard, eppure gli Indiana Pacers erano a malapena una squadra al .500 e quando stavano facendo i playoff venivano eliminati al primo turno ma durante la stagione 94 Larry Brown è diventato l’allenatore, Rik Smits ha mostrato i primi miglioramenti insieme a Dale Davis e Antonio Davis e hanno acquisito Derrick McKey durante l’offseason che ebbe un grande impatto difensivo sul perimetro e questa è stata la stagione in cui hanno raggiunto le finali di Conference vincendo 47 partite. La stagione successiva prendono Mark Jackson e le loro vittorie salgono a 52; nel 1996 ancora una volta sono arrivati alle finali di Conference ma poi nel 1997, dal nulla, hanno vinto solo 39 partite senza raggiungere i Playoffs. Perché? Perché Mark Jackson giocò solo per 30 partite perché aveva a che fare con infortuni, Rik Smits e McKey giocarono all’incirca 50/52 partite. Non appena i “nessuno” che Reggie Miller portava con se alle finali di conference non erano disponibili ad aiutare Reggie Miller, i Pacers diventavano una squadra perdente. Nella stagione successiva (1998), quando tutti erano in buona salute, tornarono a vincere 58 partite e alle finali di Conference. Lui aveva bisogno di loro tanto quanto avevano bisogno di lui.

PALMARES E LEGACY
Ora passiamo ai riconoscimenti. Non c’è molto di cui parlare perché Reggie Miller non ne ha parecchi. Ma continuando con questo tema dei playoff guardiamo alla presenza nelle Finals di Reggie Miller e questo è probabilmente il miglior esempio che spiega perché le presenze nelle Finali non debbano essere considerate così tanto soprattutto quando abbiamo una squadra che esce da una debole Eastern Conference. Nel caso specifico di Reggie Miller tutto doveva andare a suo favore per poter finalmente fare le finali: nel 2000 Michael Jordan si era già ritirato, Shaq era ad Ovest, Penny Hardaway e Grant Hill lottavano contro gli infortuni e poi c’erano anche squadre come i New York Knicks e Miami Heat che avevano vecchie star che non potevano rimanere “integre” abbastanza a lungo da avere un impatto nei playoff e inoltre il resto della Eastern Conference era composto da singole squadre incentrate su giocatori appena draftati o comunque draftati da poco: Philadelphia 76ers di Allen Iverson, i Toronto Raptors di Vince Carter e i Milwaukee Bucks di Ray Allen.
Detto ciò, cinque All-Star Games e tre selezioni in quintetti All-NBA tutte nella terza squadra. Non proprio impressionante. Onestamente ho pensato che la motivazione della sua difficoltà a partecipare all’ASG era la presenza di Michael Jordan a Est; tuttavia, nel 1994, quando Michael Jordan si era ritirato per la prima volta, Reggie Miller non ha comunque partecipato all’ASG e ne è stato selezionato per un quintetto All-NBA e poi passiamo al 1995 in cui Michael Jordan non ha giocato abbastanza partite per essere selezionato per un team all-star ne All-NBA e Reggie Miller ha fatto parte del team All-Star quell’anno ma nel 1995 era lecito supporre che Reggie Miller avrebbe dovuto ricevere almeno una selezione per la seconda squadra All-NBA, ma invece è entrato a malapena nel terzo quintetto.
Quando si inizia a guardare ad alcuni degli altri giocatori che sono stati selezionati come guardie per i quintetti All-NBA prima di Miller, si inizia a realizzare che Reggie Miller potrebbe anche non essere stata una delle prime cinque guardie della NBA durante quel periodo. Al suo posto altre guardie come Mitch Richmond, che forse dovrebbe ricevere più credito per il suo contributo durante gli anni ’90, il quale più volte è riuscito anche ad entrare nel secondo quintetto NBA. Tutto questo ci porta alla più grossa e grossolana errata interpretazione di Reggie Miller nella sua carriera.
C’è questa convinzione che Reggie Miller fosse molto più avanti di lui tempo, un rivoluzionario, il primo e unico giocatore durante gli anni ’90 a sparare tante e tante triple, insomma un’eccezione che ha reso realmente popolare il tiro da tre punti perché tutti gli altri prima di lui e durante gli anni ’90 hanno sparato di tanto in tanto la palla da tre punti ed è stato il primo a farsi una carriera con il tiro da tre punti.
Adesso:
Reggie Miller è stato un grande tiratore da tre punti? Assolutamente.
Reggie Miller ha aiutato il processo e contribuito a rendere popolare il tiro da tre punti? Assolutamente si. Ma far sembrare che sia stato l’unico giocatore e farlo passare per un’eccezione negli anni ’90 è impreciso. Durante la sua lunghissima carriera, Reggie Miller ha guidato la lega in tiri da tre segnati solo in due occasioni (1992/93 e 1996/97) e in un caso condividendo il primato con Dan Majerle; ora alcune persone potrebbero sostenere che non sia necessario guidare sempre la lega in questa specifica categoria ma forse anche arrivare secondo o terzo: è vero, ma è qualcosa che si è verificato solo pochi anni; per la maggior parte della carriera, Reggie Miller che ha concluso tra il quinto e il decimo posto in tiri da tre punti realizzati, il che significa che sì è stato un tiratore da tre superiore alla media facendolo a percentuali superiori alla media quando si tratta del volume e la quantità dei suoi tiri, ma ciò non significa che sia paragonabile al livello di un Steph Curry che nella NBA di oggi, anche considerando gli attuali standard NBA, ha guidato la lega nei tiri da tre punti segnati per cinque stagioni consecutive!! Curry è sicuramente un’eccezione e in questi anni il secondo nella classifica non era neanche lontanamente abbastanza vicino per contrastare il suo primato. Reggie Miller confrontato con gli altri tiratori da tre in questa specifica classifica nel corso degli anni ’90 sembra assolutamente normale; non c’è mai stato un anno in cui avesse un distacco paragonabile a quello che sta avendo Curry in questi anni. Quindi se vogliamo dare a Cesare quello che è di Cesare, sì Reggie Miller ricevera un po ‘di credito, ma anche Dan Marley, Dennis Scott, Mookie Blaylock, Glen Rice e Mitch Richmond. Questi ultimi due vanno presi parecchio in considerazione perché entrambi i giocatori hanno tirato da tre punti con percentuali molto simili a quelle di Miller e lo hanno fatto per un periodo di 3-5-7 anni molto simile a quello di Reggie Miller e so che molte persone e si chiederanno “Se è così perché Reggie Miller è diventato il numero uno in tiri da tre punti fatti ogni epoca fino a pochi anni fa, quando è stato superato da Ray Allen? “ Il motivo è perché ,come ho detto all’inizio, molte persone trascurano la longevità e non capiscono quanto sia importante per la carriera di Reggie Miller restare nella NBA per 18 stagioni.
Richmond e Rice hanno subito vari infortuni nelle loro carriere che non sono state lunghe come quella di Reggie Miller, finendo così per non essere all’altezza nelle classifiche di determinati anni e in quelle complessive ma i prime di Mitch Richmond e Glen Rice sono stati migliori di quelli di Miller; nello specifico, Richmond è stato selezionato per più quintetti All-NBA rispetto a Reggie Miller, anche e soprattutto nel secondo quintetto (ricorrenza mai avvenuta per Miller) ma nessuno parla di Mitch Richmond o Glen Rice quando si tratta dello stile rivoluzionario della pallacanestro che hanno giocato durante gli anni ’90.
Perché? Perchè Reggie Miller è sopravvalutato.
Quindi in conclusione, secondo me Reggie Miller è un grande tiratore, clutch e longevo; può essere una tra le top 15 / 20 shooting guard di tutti i tempi e tra i cento migliori di giocatori di tutti i tempi. Ma nient’altro.

E voi cosa ne pensate?

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