QUINDI USCIMMO A RIVEDER LE STELLE…

QUINDI USCIMMO A RIVEDER LE STELLE…

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Finalmente “uscimmo a riveder le stelle (Inferno XXXIV, 139)”.

E che stelle ragazzi!

Tre settimane dopo essere approdato nella nuova squadra, grazie ad Ale Amodio (alias Ale Gentile), mi ritrovo a dover fare i conti con una delle vittorie più belle e soddisfacenti della mia carriera cestistica (e qualcuna l’ho vinta).

Oltre la prestazione, oltre la vittoria, oltre le difficoltà che avevano accompagnato questo gruppo in 6 sconfitte consecutive. Ho trovato amici e fratelli, un gruppo di persone fantastiche. Prima gara, da pagare c’era lo scotto di uno scarso feeling dovuto ai pochi allenamenti con il gruppo, contro una squadra che, per caratteristiche tecniche, credo sia sinceramente la più difficile che potessimo affrontare, per essere l’inizio. Il risultato e la prestazione le mettiamo da parte, quello che teniamo dentro è la rabbia e la frustrazione per come è arrivata questa sconfitta (e i cazziatoni in pieno stile Sarri).

Ecco, si dice che le squadre assumono consapevolezza da questo tipo di sconfitte, noi l’abbiamo fatto. Eccome! Un solo allenamento, prima dell’anticipo contro la seconda della classe, Sant’Agnese. Partita proibitiva, alla vigilia, non per un gruppo in cerca di riscatto, seppur ultimo, penultimo o terz’ultimo che sia.

I 41 punti del primo tempo a referto sono il segnale che ci siamo, la foto di quello che potremmo essere. Un primo tempo perfetto, sotto tutti gli aspetti: difesa e transizione, attacco dentro e fuori. Insomma, c’era poco da fare: fiducia e ritmo ci hanno permesso di guadagnare (un po’ come ha fatto il Napoli lunedì) un discreto margine per l’inverno, che fisiologicamente sarebbe arrivato. 41-27 all’intervallo, tra triple e gioco di squadra, passaggi e pochi palleggi, quanto più lontano da quanto fatto vedere non più tardi di 5 giorni prima.

Il secondo tempo è di quelli da palpitazioni, da vivere, da giocare. Le difficoltà, mentali ed in parte fisiche vengono esaltate dalla zona bulgara avversaria, rintanata peggio di una femmina orso in coma per l’inverno ed il letargo. Ci prendono, ma non ci superano: cuore, grinta e carattere sono alla base di squadre coese, che insieme si giocano un obiettivo.

Nei minuti finali qualcuno ci assiste.

Gli Dei del Basket non perdono una partita e ieri sera erano palesemente al PalaPapa di Succivo in due occasioni: una tripla palesemente sbagliata (tanto da far pensare al tiratore, di aver incastrato la palla tra ferro e tabellone, e ve la racconto bene eh :) ) si arrampica in non so quale modo, prima sul ferro, poi sul tabellone, poi nella retina; un piazzato dalla lunetta, che affonda sulla base del ferro per poi scivolare in rete. Due istantenee che raffigurano come meglio non si può questa vittoria: fortemente voluta, fortemente meritata, anche con un pizzico di culo.

L’idea è di fare proprio come il buon Dante Alighieri: che sia il passaggio per Purgatorio e Paradiso? Sta a noi scoprirlo!

Avanti così! “Sha-la-la-la-la-lalaaaaa ohh Succivooooo” (cit)

P.s: il selfie finale è mosso per ovvi motivi.

Andrea Bugno

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Ingegnere

Ingegnere, emigrato, fondatore, giocatore. Ha imparato prima a stoppare che ad usare i congiuntivi a scuola.

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