PONTANO BASKET NAPOLI: THE REAL SEMIPRO

PONTANO BASKET NAPOLI: THE REAL SEMIPRO

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In questa data, 7 anni fa, una banda di scappati di casa compiva una delle più grandi imprese “minors” della storia della Campania, salvandosi nella categoria C-Nazionale (C1).

Abbandonati dallo sponsor una volta vinto il campionato di c2, il PONTANO BASKET NAPOLI decide comunque di affrontare il campionato di C1, aka “C-Nazionale”, grazie agli sforzi compiuti dalla dirigenza guidata da Sabino Rascio. Il gruppo storico della squadra decide di buttarsi a capofitto in questa avventura, in una categoria per molti componenti del team sempre e solo “sfiorata” per i motivi più disparati.

Senza soldi, senza sponsor, senza fiducia degli “addetti ai lavori”, senza la sicurezza di arrivare fino alla fine, senza possibilità (secondo gli altri) di salvarsi, senza la possibilità (sempre secondo gli altri) di vincere più di 2 partite, ma cosa fondamentale:

Senza paura.


Si parte nello scetticismo di tutti, con chi deride, chi salta giù dalla nave non appena si spengono i riflettori del campionato vinto ed inizia la tempestosa nuova avventura. Si parte il 25 agosto, senza una squadra definita, senza un campo dove allenarci. Per questo motivo finiamo a Mondragone, a 50 km dal nostro campo di casa, in un campo fatiscente, ma pur sempre un campo.

La preparazione atletica comincia dura, l’abbronzatura duramente conquistata al mare viene cancellata dal sudore versato sia in campo che fuori, per strada, sotto il sole. Tre ore al giorno di cui una a correre su una statale, cosparsa di sterco di cavallo, con le macchine che sfrecciano -seppur raramente- di fianco agli atleti.

Il campionato da affrontare è il girone siculo-calabrese, di gran lunga uno dei più competitivi degli ultimi 10 anni. Le trasferte sono impegnative, soprattutto per chi come noi è senza sponsor. Sono solo 4 le compagini campane, a fronte delle 8 siciliane e le 4 calabresi.


Pronti via, prima partita in trasferta contro Potenza, una delle favorite del campionato (vincerà la RS ma perderà la finale playoff contro Siracusa). L’esito è severo: -40. Per la serie “benvenuti in c1”.

Se pensate che questo gruppo si sia fatto intimorire o deprimere da questo esordio, vi sbagliate. Dopo aver perso anche la seconda di campionato in casa, si supera per la prima volta lo stretto, direzione Patti (ME). E qui si scrive la “storia”. Dopo una partita combattutissima, contro una avversario sulla carta superiore, il Pontano conquista la sua prima vittoria in C-Nazionale: Patti 75 – Pontano 79. È ovviamente festa grande. Si festeggia andando a mangiare nel primo ristorante trovato una volta superato lo stretto.

10401159_28211644191_2557_nLa partenza da Reggio Calabria è stimata intorno alla mezzanotte, in un pulmino da 15 posti, riempito da 15 persone in media alte 1.90m con borsoni al seguito. Inutile dire che solo l’alcool in eccesso ha alleviato la traversata della temutissima “Salerno-Reggio Calabria”. Sei ore dopo, alle 6:00 del mattino di lunedì, dopo un salto nelle rispettive abitazioni, si ritorna alla vita di tutti i giorni. C’è chi studia, chi lavora, chi è in cerca. Tutti fanno sacrifici, senza percepire un ritorno economico, se non sporadico, per aiutare nelle spese logistiche.

Fare questi sacrifici non è da tutti. E non tutti sanno cosa vuol dire.

Dopo 4 allenamenti settimanali, una volta a settimana ci si imbarca in direzione Catania. Dopo una prelibata (diciamo così) cena a bordo della TTT Lines, il sabato sera può finalmente cominciare. La compagnia di una tv malconcia, con un segnale alterno e sintonizzata sugli psicodrammi in prima serata di Maria De Filippi fa spostare il gruppo sul poker, che forse è meglio. Ma non importa, l’importante è stare insieme e provare a compiere l’impresa domenica dopo domenica, alla faccia di chi ha detto che “retrocediamo di schianto”.1930885_30011114191_5301_n

E dopo la partita si parte in pullman, imbarcato con la squadra la notte prima, sulla SA-RC. Quello da 50 posti, perchè deve diventare una sorta di “loft” su ruote: si dorme a ponte tra le due file di sediolini. Al capitano gli ambitissimi 5-posti-uniti in fondo al pullman, non perchè sia il bullo della classe… anzi, questo si chiama rispetto.
Beh, se credete che la SA-RC sia lunga, non sapete quanto lo diventa dopo una sconfitta. O dopo un acquazzone, che porta giù interi pezzi di strada e costringe a deviazioni impegnative del percorso, su e giù per i paesi, da un lato all’altro della Calabria.

Viaggiare in queste condizioni è difficile, ma non sapete quanto sia duro giocare una partita dopo un viaggio di 12 ore fatto in treno: partenza da Napoli, direzione Acireale. Si stimano circa 20minuti di sonno, non continuativi. L’imbarco del treno sulla nave poi, è un capolavoro sinfonico che nessuno di noi si dimenticherà mai. Inutile dire l’esito della partita, è già un miracolo essere verticali in campo…


Dopo aver rotto il ghiaccio con Patti, parte un filotto di 7vittorie in 9 partite, che proietta il Pontano miracolosamente al secondo posto della classifica, facendo ingoiare un bel po di rospi in giro per la Campania. Le teste iniziano a voltarsi, c’è chi inizia ad appassionarsi a questa squadra, fatta di ragazzi genuini, che sono atleti solo per divertimento e non per professione. Iniziano le ospitate nelle TV locali, i trafiletti di giornale e sugli spalti iniziano ad esserci -oltre gli irriducibili parenti ed amici- anche facce nuove: semplici appassionati, procuratori, avversari, ex-avversari, ex-compagni e qualche immancabile gufo, pronto ad aspettare qualche momento difficile.

Che inevitabilmente arriva.

722_35295729764_5976_nLe difficoltà di essere sempre sull’orlo del baratro iniziano a farsi sentire. Gli allenamenti non sono quasi mai con tutti gli elementi della rosa, e le prestazioni -così come la classifica- iniziano a risentirne.

Si inizia a scendere, ad entrare nelle zone calde. Avremmo messo la firma ad inizio campionato per essere in quelle posizioni, ma l’inerzia in questo momento non era a nostro favore. La classifica condanna il Pontano ai playout, accoppiata al primo turno contro Acireale arrivata 10ima, ma con una rosa che potenzialmente era da posizioni alte dei playoff. Questo la dice lunga sul livello del campionato.

Dopo aver perso lottando, ci troviamo all’ultima spiaggia contro Porto Empedocle, una squadra persino più giovane di noi, reduce dalla vittoria del campionato U21 nazionale. La battaglia è dura, sanguinosa. Dopo aver rischiato di buttare la prima partita al vento, usciamo vincitori da gara1, salvo poi perdere in maniera sfortunata gara2. Ci si gioca il tutto per tutto nella ultima e decisiva gara. Ma gara3 in casa l’ultima partita diventa una camminata trionfale.

Tutto gira per il verso giusto e alla fine dei 40 minuti più lunghi della nostra vita, possiamo dichiarare conclusa l’impresa. Alla faccia di chi ha detto che non ci saremmo iscritti, che non avremmo vinto mezza partita, che non avremmo fatto meglio dell’ultimo posto. Grazie allo sterco delle strade di Mondragone, grazie alle cuccette della nave, alla Salerno-Reggio Calabria, agli arancini della nave FS nello stretto, grazie agli alberghi improbabili vissuti per un paio d’ore, alle nottate in autobus, agli arrivi all’alba del lunedì, grazie a chi ha creduto in noi e grazie chi si è innamorato di questa squadra, pur non conoscendo direttamente i protagonisti.

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C’è chi dice che quella squadra aveva qualcosa di magico, un segreto nascosto nelle bottigliette d’acqua come in Space Jam… la realtà è una ed una sola: quella squadra era una famiglia. Non si vincono per caso 5 supplementari su 5 in un anno. Per farlo ci vuole un gruppo vero e quel “gruppo” aveva la G e forse anche la R maiuscola.

Insieme abbiamo fatto qualcosa che rimarrà nella storia, se pur piccola, delle minors Campane.

Una storia vera, una storia SEMIPRO.

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Ingegnere

Ingegnere, emigrato, fondatore, giocatore. Ha imparato prima a stoppare che ad usare i congiuntivi a scuola.

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