NON-DI-SANGUE | L’INCREDIBILE STORIA DI KRIS JENKINS E NATE BRITT

NON-DI-SANGUE | L’INCREDIBILE STORIA DI KRIS JENKINS E NATE BRITT

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“Four, three seconds….. Jenkins, for the championship…..GOT IT!!!!!”

Non poteva esserci conclusione più degna per questa March Madness. La finale ha visto trionfare Villanova contro North Carolina 77 a 74, con un buzzer beater di Kris Jenkins, a seguito di un ultimo minuto che entrerà negli annali. Fantastica partita, cornice di pubblico stupenda con oltre 75mila spettatori -tra cui uno scatenato MJ- urlanti sugli spalti dello stadio di Houston.

Ma la storia che non conoscete, forse la più incredibile coincidenza che lega due giocatori delle due Università finaliste, vi lascerà senza parole. Non un semplice legame di parentela, non un legame di sangue, ma qualcosa che per certi versi va oltre tutto questo…


I soggetti in questione sono due promettenti giocatori, Nate Britt di North Caroline e l’ormai famoso Kris Jenkins di Villanova, che ha deciso la partita con il buzzer beater finale. Fratelli appunto, ma non di sangue.

Jenkins è stato adottato legalmente nel 2007 dalla famiglia di Britt, non perchè fosse orfano o fosse stato abbandonato dai genitori, ma per decisione della madre stessa. Quale madre rinuncerebbe al proprio figlio per assicurargli un futuro migliore? Solo una madre coraggiosa. Possiamo romanticamente affermare che questo è una stato un enorme gesto d’amore.

Cominciamo dal principio. La madre, Felicia, era un giocatrice di basket a livello collegiale, successivamente diventa allenatore. Per questo il piccolo Kris Jenkins cresce con la palla in mano, folgorato dalla passione per la pallacanestro tramandata dalla madre fin da quando era piccolo.

kris & felicia jenkins
kris & felicia jenkins

Dopo la separazione dal marito, padre di Kris, i due si trasferiscono a Baltimora, ed è qui che le strade della famiglia Jenkins e della famiglia Britt si incrociano. I giovani Kris e Nate diventano compagni di squadra nei “DC Assault”, allenata da Britt padre. Entrambi i ragazzi si comportano egregiamente: Britt ha vinto il “Gatorade Player of the year” quando era sophomore, mentre Jenkins lo ha vinto da junior e da senior.

Nel frattempo la situazione in casa Jenkins precipita. La sorellina Kori si ammala e Kris trova ospitalità dai Britt mentre la madre è per lunghi periodi in ospedale accanto alla figlioletta. Purtroppo, a soli 11 mesi la piccola Kori muore. Felicia non abbandona la pallacanestro, ed accetta un incarico da allenatrice nel South Carolina, ma non vuole staccare Kris dal Maryland, dalla squadra e dal mondo in cui sta crescendo.

Perciò, a seguito di questo turbolento periodo, prende la decisione più difficile della sua vita, preoccupata di non poter offrire il meglio per il suo unico figlio e rassicurata dalla formazione che il padre di Nate (ex poliziotto) sta dando attraverso la pallacanestro al giovane Kris. Chiede per questo ai Britt di prendersi cura di suo figlio full-time.

“Understand it was the most difficult decision I made in my life, but I knew I had to make it in order to make sure he had the best opportunity.”

La madre di Britt, così come tutti i componenti della famiglia, accettano subito il “nuovo” figlio adottivo. In particolare Nate, col quale stringe un rapporto sempre più stretto.

“I said as a mother, could you imagine going to someone else and saying you want them to take care of your son? So how do we say no?”


I Britt in questi giorni di March Madness stanno facendo i salti mortali per seguire entrambi i ragazzi nei loro impegni. Alla fine di una partita, subito si parte per coprire i 1,100 km che dividono Philadelphia (dove giocava Nate) con Louville (dove giocava Kris) per andare vedere, tifare e sperare che entrambi i ragazzi riuscissero a centrare le final four di Houston.

jenkins buzzer beater

E l’inaspettato accade. si va alla final four. Ma non basta: il destino calca ancora la mano, ed i due si incontrano in finale. Da avversari.

Ovviamente, mai prima d’oggi si erano incontrati in una sfida così importante. Il precedente lo abbiamo nel 2013, durante una partita di torneo di primo turno. I due erano seduti nella stessa stanza e non si parlavano, piuttosto messaggiavano pur di non entrare in contatto l’uno con l’altro prima della partita. Britt e Jenkins hanno giocato nelle stesse squadre giovanili e sono andati nella stessa scuola, quindi questo è per loro il primo confronto realmente competitivo da quando sono diventati fratelli.

Jenkins ha dichiarato che l’opportunità di giocare contro Britt nella partita di campionato “qualcosa che le nostre famiglie potrebbero amare per sempre.”  Effettivamente, le due famiglie sono rimaste in buoni rapporti, anche Kris con la madre Felicia. Infatti anche lei con i coniugi Britt era sugli spalti di Houston a seguire la finale.

Melody Britt

Non solo le loro famiglie ricorderanno questo momento. Lo faranno anche i 75mila di Houston e tutti gli appassionati di pallacanestro in giro per il mondo. Perchè se l’ultimo minuto di partita è qualcosa di epico, la tripla allo scadere lo è ancora di più. Leggendo la storia, conoscendo i personaggi… quale epilogo migliore poteva avere la finale se non essere decisa con una tripla di Jenkins sulla sirena?

“E ‘stata dura all’inizio, ma i Britt, mi hanno accettato”, ha detto Jenkins, “Tutta la famiglia mi ha fatto sentire il benvenuto, mi hanno accettato per quello che ero e mi hanno fatto diventare una persona migliore”.

“It’s something that I’m always thankful for. I thank God for it every day.”

 

Questa storia, nonostante abbia decretato un vincente ed un vincitore, si conclude con un lieto fine, per tutti.

Per Felicia, che è stata ripagata del suo enorme sacrificio.

Per i Britt, che hanno arricchito il bagaglio di emozioni di un’intera famiglia.

Per Kris e Nate, avversari in campo, ma fratelli fuori.

 

brothers Kris Jenkins & Nate Britt

 

 

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Ingegnere

Ingegnere, emigrato, fondatore, giocatore. Ha imparato prima a stoppare che ad usare i congiuntivi a scuola.

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