NBA POWER RANKINGS: PACIFIC DIVISION

NBA POWER RANKINGS: PACIFIC DIVISION

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Ci trasferiamo nella Western Conference, per analizzare la division che comprende i campioni NBA in carica. I Golden State Warriors non sono solo reduci dal secondo titolo nella loro storia, dopo aver dominato in lungo e in largo dalla regular season sino alla finale NBA. Sono anche la candidata numero uno alla riconferma, avendo riprodotto in blocco il roster della passata stagione.
La Pacific, che negli ultimi anni recitava, come fulcro principale d’interesse, il derby angeleno fra i Clippers in costante ascesa, e i Lakers sempre più in declino, sarà quest’anno la division con maggiore talento complessivo dopo la clamorosa Southwest (che conta le texane piu Memphis e New Orleans).
In pole, subito dietro i Grizzlies, ci sono ovviamente i Clippers. Difficile dire chi fra Lakers, Suns e Kings abbia più chance di qualificarsi ai playoff. A sensazione, non più di una fra queste tre riuscirà nell’intento. Forse nessuna. Dico Suns per completezza di roster e per progetto. I Kings hanno enormi talenti individuali ma vanno assemblati. I Lakers sono in ricostruzione, un mix di giovani e veterani di complessa lettura. Per Kobe è il canto del cigno, ci auguriamo non sia semplicemente un giro dei parquet senza velleità di competizione in ottica playoff.


 

Golden State Warriors 15/16

Golden State Warriors     Ranking 5-5

MVP? Quanti ne volete. C’è Steph, miglior giocatore della regular season 2014-15. C’è Iguodala, da sesto uomo della squadra a dominatore della finale NBA con una performance da ricordare sia in attacco sia in difesa, dove la sua competenza e la sua applicazione hanno costretto il miglior giocatore del mondo, quello col 23 dei Cavs, a numerose forzature nei finali di gara. A poco sono serviti i numeri da capogiro di LBJ. Troppo forti i Warriors per una squadra giunta alla seconda gara di finale senza Irving e Love. La favola Dellavedova è durata lo spazio di un mattino. Coach Kerr e i suoi assistenti (tra cui Gentry, ora capoallenatore di Anthony Davis ai Pelicans) hanno optato per il quintetto small ball, panchinando Bogut e sfiancando, play after play, l’eroica resistenza dei Cavs.
Perchè ricordiamo tutto questo? Perchè, facciano gli scongiuri i tifosi della franchigia di Oakland, i Warriors puntano serissimamente al repeat. Possono cambiare quintetto a piacimento. Hanno efficienza offensiva fin oltre l’arco dei tre punti. Hanno la migliore difesa della lega. Sono, in altre parole, i più forti. Come se non facessero paura abbastanza, hanno assunto Steve Nash in qualità di consulente, per lavorare a stretto contatto con Steph.

Perso Lee, e con questi il suo contrattone, i Warriors hanno riassestato lo spogliatoio intorno alla riconferma di Draymond Green. L’unica grana? Il rinnovo di Harrison Barnes. Con i due citati, nel quintetto “classico”, partono Bogut centro, e gli Splash Brothers guardie. Con Iguodala in campo a coprire dalla guardia alle ali, Green giocherebbe centro atipico, Barnes ala grande, Klay e Steph sempre al loro posto. Importante sarà verificare la condizione di Shaun Livingston, vero play della second unit. Speights e Festus Ezeli completano la depth chart sotto canestro, mentre Ben Gordon cercherà di guadagnarsi un minimo di fiducia e minuti a guardia. Già fuori causa per colpa di un brutto infortunio la scelta Kevon Looney, buon prospetto da UCLA. Avrà tempo per fare esperienza nel 2016.

Depth Chart 15/16

PG SGSFPFC
CurryThompsonBarnesGreenBogut
LivingstonGordonIguodalaSpeightsEzeli
BarbosaRushClarkThompson J.Looney

Los Angeles Clippers 15/16

Los Angeles Clippers     Ranking 5-5

Dopo la vittoria in gara sette del primo turno contro gli Spurs, in molti avevano pronosticato i Clippers fino alle finals. Nulla di più lontano dalla realtà. Nel turno successivo, con la serie in pugno, uscita di scena contro i Rockets. D’altronde, sono i Clippers, no?
Doc Rivers si ripresenta ai nastri di partenza col suo uomo simbolo. Il cuore dei Big Three dell’ultimo titolo Celtics. Paul Pierce torna nella sua città natale. A fargli compagnia, la grande delusione della precedente annata, quel Lance Stephenson che agli Hornets avrebbe dovuto fare la differenza, e che si è rivelato il cugino scarso di quello ammirato ai Pacers. Doc ha già lasciato intendere che Born Ready è più pericoloso con la palla tra le mani, che non lontano da essa. Coach Clifford e Kemba Walker approverebbero. La grande spinta è arrivata però da una trattativa che sembrava andare in un’altra direzione. La telenovela Deandre Jordan ha monopolizzato i notiziari sportivi per un mese abbondante a luglio. La firma con i Mavs, poi il clamoroso dietrofront. “Resto!”, ha confidato a compagni e staff, che hanno provveduto ad isolarlo (avrete certamente seguito lo show sui social network) dalle residue avance di Cuban e soci.
Il quintetto vede la partenza di Barnes e la probabile presenza di P-Square. Il resto è immutato. Le stelle sono Blake Griffin e Chris Paul, probabilmente entrambi all’apice della carriera e vogliosi di riscattare le ultime deludenti corse ai playoff. Redick sarà lo sharpshooter a guardia. Panchina con il figlio di Doc, Austin, insieme a Stephenson a formare la second unit di guardie, con Prigioni in cerca di minuti. Jamal Crawford resta la vera scintilla in qualità di game changer dalla panchina, ma è l’acquisizione di Josh Smith che potrebbe, davvero, cambiare le sorti di una squadra mai così profonda. L’ex Pistons e Rockets fu decisivo nel far pendere l’ago della bilancia da parte della franchigia texana nell’ultimo scontro fra le due squadre. Ora si ritrova, più motivato che mai, a Los Angeles con la più grande chance di contending della carriera sua e dei suoi compagni (Pierce escluso).

Depth Chart 15/16

PGSGSFPFC
PaulRedickPierceGriffinJordan
RiversCrawfordStephensonSmithAldrich
PrigioniWilcoxJohnsonMbah a MouteHayes

Los Angeles Lakers 15/16

Los Angeles Lakers     Ranking 3-5

Kobe Bryant è giunto all’ultimo anno del suo faraonico contratto. Altri 25 meritatissimi milioni di dollari a libro paga, e poi? Il ritiro, certo. Ok, ci sarebbe la possibile chiamata alle armi in quel di Rio. Chiudere con un oro olimpico, sarebbe una bella storia. Ma non parlategli di “fare da chioccia” ai giovani del roster. Non provate a dirgli che siamo all’ultimo giro di valzer. Non provate, neppure per un istante, a sottovalutare il più letale killer dei parquet del 21esimo secolo. Nessuno si aspetta, dopo tre anni tormentati da infortuni, passati più sotto i ferri che in campo, un Bryant in grado di portare questo manipolo di discutibili veterani e di boyscout novizi al titolo. Neppure il vintage Kobe potrebbe tanto. Talento ce n’è, non si discute. Chimica, tutta da costruire. Brutta gatta da pelare per Coach Scott. La lottery ha sorriso con la seconda scelta assoluta, e la dirigenza ha optato per D’Angelo Russell,point guard in enorme ascesa da Ohio State. Ma al secondo giro del draft 2014, Jordan Clarkson si era rivelato la steal di cui LA aveva bisogno per rilanciare il reparto guardie. Potrebbero partire entrambi in quintetto, con Kobe spostato in ala piccola, Julius Randle, che ha giocato due minuti (sic) nella passata stagione per colpa di un season ending injury all’esordio, parte come ala grande titolare. Il nuovo acquisto, ex Pacers, Roy Hibbert a centro. A rinforzare lo spogliatoio il ritorno nella lega, dopo le esperienze in Cina e in Italia (Cantù), di Metta World Peace/Panda’s Friend, insomma, Ron Artest. Second unit affidata inoltre al sesto uomo dell’anno Louis Williams, gran bella presa dai Raptors. Brandon Bass sotto canestro (probabile parta anche in quintetto inizialmente), alle guardie Nick Swaggy-P Young e Marcelino Huertas, che dopo l’esperienza in ACB ha tentato la carta NBA. Kobe non dà per scontata (e ci mancherebbe) la qualificazione ai playoff. ma la sensazione è che stia invitando gentilmente tutti quanti a seguirlo, come etica del lavoro e come mentalità. Sono pronti questi Lakers per arrivare fin dove Kobe vuole portarli?
Forse no.

Depth Chart 15/16

PGSGSFPFC
ClarksonBryantWorld PeaceRandleHibbert
RussellWilliamsYoungBassSacre
HuertasBrownBrownNance JrUpshaw

Sacramento Kings 15/16

Sacramento Kings     Ranking 3-5

Coach Karl, dopo l’ascesa al potere dirigenziale di Vlade Divac e le strigliate del proprietario indiano Vivek Ranadive (ok, se non avete capito chi comanda ai Kings siete in discreta compagnia), è ritornato sui suoi passi, scusandosi per avere definito “cedibile” (tradable) l’unica stella della squadra, Cousins. Ranadive era già pronto a premere il grilletto sull’ennesimo licenziamento, ma Karl ha pensato bene di tenersi il posto. Del resto questi Kings sono una bella squadra. Coach Malone aveva cominciato bene la scorsa stagione. Ranadive non era però delllo stesso avviso, e l’ha cacciato rovinando gli equilibri di squadra e soprattutto del già citato DeMarcus. I problemi di salute del fuoriclasse dei Kings, che a causa di un virus ha dovuto saltare diverse partite, hanno fatto poi precipitare la squadra in fondo alla graduatoria.
Si ricomincia quest’annata con ritrovato entusiasmo, e non vi nascondiamo che la performance del nuovo acquisto, Marco Belinelli, che ne ha messi 32 all’esordio in preseason, faccia ben sperare per il futuro. “MmmmMarco” non partirà in quintetto, ma saprà senza dubbio guadagnarsi spazio. Altra nuova recluta, quel Rajon Rondo letteralmente cacciato dai Mavs e inseguito senza troppa convinzione dai Lakers. RR dovrà dimostrare di essere almeno una discreta copia del play che la spiegava un po’ a tutti in quel di Boston, prima che gli infortuni e i problemi caratteriali rovinassero la sua reputazione di erede tecnico dei Celtics campioni con Garnett, Pierce e Ray Allen.
A completare il quintetto Rudy Gay, in cerca dell’utopica quanto definitiva consacrazione, Ben McLemore a guardia e uno fra Kosta Koufos (ex backup di Marc ai Grizzlies) e Willie Cauley-Stein (centro da Kentucky preso all’ultimo draft) a far compagnia a Cousins vicino a canestro. Probabile anche che vedremo un quintetto piccolo con gay da 4, due tiratori e Rondo. Oppure doppio play con Collison vicino all’ex Celtics. Roster sicuramente profondo rispetto alle ultime stagioni, con il ritorno del capitano della selezione israeliana Omri Casspi e le interessanti aggiunte del veterano Caron Butler, e del fratello di Steph, Seth Curry, a dare supporto sugli esterni. Al training camp c’è pure il figlio di Stockton, David. Difficile possa entrare fra i 15, ma l’esperienza in NBDL ai Reno Big Horns l’ha reso un ottimo professionista, valido magari per un approdo in Europa.

Depth Chart 15/16

PGSGSFPFC
RondoMcLemoreGayButlerCousins
CollisonBelinelliCasspiKoufosCauley-Stein
StoktonCurryDukanMorelandAcy

Phoenix Suns 15/16

Phoenix Suns     Ranking 3-5

Concludiamo l’analisi della Pacific con la franchigia dell’Arizona. Coach Hornacek è stato, due stagioni fa, una delle rivelazioni della lega. Playoff mancati solo per effetto dell’enorme qualità della Western Conference. In seguito, lo scorso anno, dopo una partenza balbettante, si è deciso di cancellare la small ball cedendo Dragic e Thomas, rimpiazzati col solo Brandon Knight. Playoff mancati ancora, stavolta più nettamente, e progetto completamente rivoluzionato quest’anno. Brutta grana la separazione dei gemelli Morris, con Markieff che solo adesso si è fatto una ragione della partenza del fratello Marcus. Morris dovrebbe, una volta sistemata la diatriba con la dirigenza, partire in quintetto in ala grande. Altrimenti è pronto uno fra PJ Tucker e il bosniaco ex Nets Mirza Teletovic. In qualità di centro, l’aggiunta è l’esperienza e l’attitudine difensiva di Tyson Chandler, con Alex Len che verrà relegato ad un ruolo più marginale dalla panchina. In posizione di ala piccola, un giocatore che non esce mai oltre la linea dei 3 punti, ma che personalmente mi fa impazzire. Attaccante atipico, dominatore delle classifiche marcatori collegiali durante la sua esperienza ai Wolfpack di North Carolina State, TJ Warren potrebbe essere la sorpresa della stagione, o finire nel dimenticatoio a causa dell’imponente avanzata delle advanced stats in una lega sempre più 3-pointer dipendente. A guidare il backcourt, due fra le più forti combo guard dell’intero panorama NBA: Eric Bledsoe e Brandon Knight. Difficile dire chi sia il play e chi la guardia. Paradossalmente, l’unico vero specialista da 3 punti l’hanno pescato al draft. Devin Booker, il figlio del grande Melvin (visto in Italia ai tempi della Scavo, nonchè all’Olimpia di un allora giovanissimo Gallinari, che regalò le sue scarpe autografate a Devin), dopo un anno a Kentucky ha optato per il grande salto, trovando subito estimatori. Completano il roster Archie Goodwin, in cerca del definitivo rilancio, Jon Leuer, Ronnie Price ed Henry Sims (ex centro di Phila). Insomma, c’è parecchia carne a cuocere. Dovessero riuscire a trovare la giusta amalgama, potrebbero dare fastidio per l’ultimo spot playoff ad Ovest fino alla fine. In caso contrario, il rischio di una nuova tabula rasa è concreto.

Depth Chart

PGSGSFPFC
BledsoeKnightP.J. TuckerT.J. WarrenChandler
PriceGoodwinWeemsTeletovicLen
EnnisBookerJeffersonLeuerSims
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Cantastorie, guardia di porta che neanche i Ghostbusters. Barba fiera. Se non la sa una cosa lui, semplicemente non esiste.

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