HOME SWEET HOME

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Prima partita, prima città, primo amore.

Per le due persone rimaste a non saperlo, Kobe cresce in Italia, a Reggio Emilia, e negli States ci va a vivere solo a quattordici anni a seguito del papà ex-giocatore, all’inizio della sua seconda carriera, quella da coach.

E quale posto se non Philadelphia, città dell’amore fraterno, del Dottore, di Chamberlain?

Il primo dei quattro anni liceali a Lower Merion High School (periferia della città) è l’unico in cui non dominerà in lungo e in largo, vuoi per il gap d’età, vuoi per le difficoltà fisiologiche di un quattordicenne costretto ad emigrare oltreoceano dalla pianura Padana…

Gli altri tre, invece, sono puro dominio:

  • Record di 77-13 in tre stagioni (’94-’96);
  • Striscia di 30 vittorie consecutive nell’anno da senior, con medie di 31 punti, 12 rimbalzi, 6.5 assist, 4 recuperi e 4 stoppate durante la suddetta;
  • Record di punti segnati nei campionati liceali della Pennsylvania (più dello stesso Wilt “the Stilt” Chamberlain);

… e ovviamente, come nella migliore delle storie sportive, primo titolo statale dal 1943 per Lower Merion.

 

 

Ma il rapporto con Philly non termina al liceo.

Facciamo un passo avanti: sono passati cinque anni, i Lakers hanno iniziato il XXI secolo vincendo il titolo contro i Pacers e sono chiamati a ripetersi. Regular Season da 56 vittorie, secondo spot nella Western Conference e via con i Playoff.

Qui c’è poco da dire..

  • 1° turno: vs. Portland(#7)       3-0
  • 2° turno: vs. Sacramento(#3) 4-0
  • WCF     : vs. San Antonio(#1) 4-0

Da sottolineare gara 3 e gara 4 contro gli Spurs, chiuse con scarti imbarazzanti (+39 e +29, rispettivamente). Finali con Philadelphia, nettamente sfavorita, che ha battuto i Bucks per 4-3 solo e unicamente grazie all’MVP della lega: Allen Iverson.

Tutto facile? Chiedetelo a Tyronn Lue

Iverson over Lue

Gara uno da quarantotto punti per AI, fattore campo ribaltato, e i Lakers si ritrovano ad affrontare il primo vero momento di difficoltà della stagione.

It’s good to be tested

… come suggerisce lo stesso Bryant durante l’intervista di metà partita in gara 2. Niente di più vero. Gioca una gara 2 spaziale (clicca per vedere video), ed insieme al solito, clamoroso Shaq (28pt, 20rb, 9ast, 8bl a fine gara per “the DIESEL) la porta a casa. A partita ormai chiusa un po’ di sano trash talking con lo stesso Iverson, frustrato dalla difesa asfissiante.

What happened with Allen Iverson right there at the end of the game?

“Just a friendly conversation, that’s all.. two competitors talking”

Didnt’ look too friendly…

“Well, in the heat of the battle nothing’s friendly ”

 

Los Angeles Lakers Kobe Bryant (L) argues with Philadelphia 76ers Allen Iverson (C) as Lakers Derek Fisher (R) looks on during the fourth quarter of Game 2 of the NBA Finals June 8, 2001 at the Staples Center in Los Angeles. The Lakers won 98-89, tying the series at 1-1. FSP/RCS - RTR145XI Kobe Bryant trash talk Allen Iverson

Non senza difficoltà vincono anche gara 3 e riconquistano il fattore campo, ma non è abbastanza. Nelle interviste tra una partita e l’altra, intanto, Kobe dà il meglio di sé.

Nei corridoi del First Union Center, prima di gara 4 un tifoso gli suggerisce di tornarsene a LA, ma anche qua la risposta è secca, precisa, immediata:

We’re goingo to cut your hearts out

Detto, fatto.

Non c’è neanche il tempo di tornare a LA: con un record di 15-1 (93.8% di vittorie, il migliore di sempre) i Lakers concludono i playoff con il secondo titolo consecutivo e consacrano quella squadra come una delle migliori di sempre. E, all’interno del gruppo, c’è un ventiduenne che ha potuto finalmente dimostrare quello di cui è capace nei momenti clou, proprio nella serie contro la città che lo ha cresciuto.

I fischi alla fine di gara cinque sono assordanti, e lo sono stati ogni volta che ha giocato a Philadelphia da allora…

…e stasera?


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Segni particolari: Rosso. Ma si vocifera che sia causa del suo temperamento combattivo. Talmente preciso che Adam Silver va a ripetizioni da lui.

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