FINE PRIMO QUARTO (DI STAGIONE)

FINE PRIMO QUARTO (DI STAGIONE)

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Sembra ieri che la stagione NBA 2016/17 ha preso il via, eppure siamo arrivati già ad un quarto di stagione regolare… partita più, partita meno. Possiamo dunque incominciare a tirare le somme sull’andamento dei singoli giocatori e sull’andamento delle varie squadre rispetto alle aspettative iniziali.

Partiamo da due assunti. Prima cosa: la stagione è ancora lunga, lunghissima e può succedere di tutto. Secondo: sappiamo benissimo che i premi individuali contano “il giusto”, ma dall’altro lato dell’oceano considerano molto questo tipo di riconoscenza, anche se sui criteri di assegnazione possiamo aprire un dibattito infinito…

Premetto (ed è l’ultima premessa che faccio, giuro!) che le valutazioni sono assolutamente personali, e quindi assolutamente opinabili.


 1. Most Valuable Player

1. Russell Westbrook, Thunder
2. LeBron James, Cavaliers
3. Kevin Durant, Warriors
4. James Harden, Rockets
​5. Chris Paul, Clippers / Kawhii Leonard, San Antonio Spurs

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Sono assolutamente convinto che il titolo di MVP della stagione passi da 2 cose fondamentali: le statistiche e il risultato della squadra. Un Anthony Davis, nonostante sia il miglior marcatore della lega attualmente, non potrà mai essere l’MVP della stagione a meno che non trascini i Pelicans ai playoff, e con un buon piazzamento.

Ma le cifre individuali sono il vero termometro per valutare l’assegnazione del premio. E’ impossibile non rimanere esterrefatti dalle prestazioni individuali di Russel Westbrook: 30.7 PPG, 10.7 APG, 10.8 RPG, tripla doppia di media che non si vedeva dai tempi di Oscar Robertson. Nonostante non siano alla guida della conference i Thunder sono 6°, con il 60.0% di vittorie ed a solo 3 partite di ritardo dal terzo posto dei Clippers.

Secondo inevitabile posto per Lebron James. Parliamoci chiaro, per chi ha visto qualche spezzone o qualche partita dei Cavaliers, la sensazione è che stia ancora giocando in pantofole. Quando ha spinto sull’acceleratore ha fatto parecchi danni, chiedete a Belinelli ed agli Hornets. Numeri stratosferici e controllo assoluto del gioco, oltre che miglior record della eastern conference.

L’ultimo gradino del podio spetta ad un esponente della squadra con l’attuale miglior record della lega. Leggendo le statistiche, il leader dei Warriors è il nuovo arrivato, Kevin Durant. Non necessariamente è il leader carismatico o emotivo della squadra, ma i numeri sono chiari, e per questo è assolutamente in corsa per il titolo finale.

Harden occupa la quarta posizione, grazie all’incredibile stagione da playmaker puro. Ero scettico, lo confesso. Ma numeri alla mano, il “barba” sta trascinando i Rockets ad una posizione stabile ed alta per la prossima griglia playoff. Non solo a suon di punti ma anche con gli assist, in doppia cifra ad ogni allacciata di scarpe.

La quinta posizione è in condivisione. Troppo difficile -almeno per il momento- scegliere chi piazzare al quinto posto. Forse la sensazione è quella di avere un Paul mai così leader dei Clippers -squadra all’ultima chiamata assoluta per vincere l’anello- ma quello che sta facendo Leonard è qualcosa di esaltante. Così come gli Spurs, che nonostante qualche partita buttata di troppo, sono ancora là, a 2 partite di ritardo dai Warriors.

Ecco un recap delle statistiche dei giocatori citati:

# PLAYER PPG RPG APG TEAM
1 Westbrook 30.7 10.7 10.8 15-10
2 James 25.0 7.7 9.1 17-5
3 Durant 25.9 8.2 4.6 22-4
4 Harden 28.1 7.7 11.6 18-7
5 Paul 17.9 5.2 9.6 18-7
5 Leonard 24.7 6.0 3.0 19-5

NB: Da notare che 3 dei primi 4 candidati al titolo di MVP giocavano nella stessa squadra!


2. Defensive Player of the Year

1. Rudy Gobert, Jazz
2. Giannis Antetokounmpo, Bucks
3. Luc Mbah a Moute, Clippers
4. Draymond Green, Warriors
5. Myles Turner, Pacers

Utah Jazz v Denver Nuggets

Odio i criteri di scelta del giocatore difensivo dell’anno. Tre titoli sono andati a Dwight Howard solo per il numeri di rimbalzi che prendeva e il numero di stoppate date, ma per fortuna ultimamente qualcosa sta cambiando. Si da sempre più importanza alle advanced stats, probabilmente un parametro molto più affidabile per giudicare un giocatore difensivamente con i numeri.

Non possiamo analizzarli tutti, ma sottolineo i più importanti. In separata sede spiegherò i criteri in maniera più approfondita. Mi limito ad elencare i parametri considerati: Defensive Net Rating (DNR – punti per 100 possessi di squadra quando il giocatore è in campo), Percentual Point Different (PPD – ossia la differenza di percentuale realizzativa dell’avversario quando marcato dal difensore in questione rispetto alle sue medie), Recuperi (STL), Rimbalzi difensivi (ReD), Stoppate (BLK).

 

# PLAYER DNR PPD STL ReD BLK
1 Gobert 100.3 -6.0% 0.5 8.4 2.8
2 Antetokoumpo 101.7 -4.8% 2.0 7.2 2.0
3 Mbah a Moute 95.3 -4.8% 1.3 1.5 0.5
4 D. Green 102.6 -4.5% 2.3 6.5 1.4
5 Turner 101.7 -6.0% 0.9 5.7 2.3

 3. Most Improved Player

1. Giannis Antetokounmpo, Bucks
2. George Hill, Jazz
3. Otto Porter, Wizards

Milwaukee Bucks' Giannis Antetokounmpo during an NBA basketball game against the Los Angeles Clippers Wednesday, Dec. 9, 2015, in Milwaukee. (AP Photo/Aaron Gash)

Il greco è definitivamente esploso. Ed il fatto che abbia 22 anni, fa pensare che di strada e di miglioramenti ne ha ancora da fare. Per adesso, è il più assurdo playmaker mai visto prima, per caratteristiche fisiche e numeri messi assieme. Migliorasse il range di tiro, allora il titolo di MVP non lo si assegna nemmeno più…

# ANNO PLAYER PPG RPG APG
1 16/17 Antetokounmpo 22.3 8.9 5.9
1 15/16 Antetokounmpo 16.9 7.7 4.3

George Hill ai Jazz sta vivendo la sua miglior stagione della carriera. Mai oltre il 16 di media (era ai Pacers) ma soprattutto mai sopra al 50% dal campo.

# ANNO PLAYER PPG APG FG%
2 16/17 Hill 20.0 4.2 53.4%
2 15/16 Hill 12.1 3.5 44.1%

Un giocatore che mi fa letteralmente impazzire è Otto Porter Jr. Non vorrei sembrarvi esagerato, ma questo è il tipo di giocatore da avere in una squadra da titolo. Non sarà il vostro primo, secondo e neanche terzo violino, ma unisce quantità a qualità, con ampi margini di crescita (anche lui 23enne).

# ANNO PLAYER PPG RPG FG%
3 16/17 Otto Porter 13.7 7.3 53.5%
3 15/16 Otto Porter 11.6 5.2 47.3%


4. Rookie of the Year

1. Joel Embiid, Sixers
​2. Jamal Murray, Nuggets
3. Dario Saric, Sixers

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Non c’è storia ragazzi. Nonostante sia stato draftato due anni fa, Embiid è sceso in campo per la prima volta quest’anno e nonostante il minutaggio ridotto per preservarne l’integrità fisica, sta mettendo su numeri pazzeschi e facendo intravedere un repertorio già vasto nonostante la sua giovane età.

Dopo di lui poco o nulla, complice l’infortunio di Simmons, gli unici ad emergere sono Murray dei Nuggets e a mio avviso Saric sempre dei 76ers. Ehi, ho citato 3 giocatori di Philadelphia nel possibile premio, nel futuro si intravede la luce in fondo al tunnell…

# PLAYER PPG RPG APG FG%
1 Embiid 18.2 7.6 1.7 45.8%
2 Murray 9.8 3.0 2.1 38.7%
3 Saric 9.9 5.9 1.8 39.6%

5. Sixth Man of the Year

1. Lou Williams, Lakers
2. Wilson Chandler, Nuggets
3. Eric Gordon, Rockets

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Lou Williams è il miglior realizzatore dei Lakers, ed è alla sua miglior stagione dal punto di vista realizzativo. Mai così bene nemmeno quando il premio l’ha vinto per davvero, in maglia Raptors. Questa stagione -così come quella del premio- non è mai partito titolare, per lui questa non è una novità: delle 728 partite disputate in carriera, solo il 12% delle partite era nel quintetto base.
Lou Williams è il miglior realizzatore dei Lakers. Menzione particolare anche per Wilson Chandler, anche lui numericamente alla miglior stagione della carriera.

# PLAYER PPG RPG APG FG%
1 Williams 19.3 2.5 3.3 45.4%
2 Chandler 17.2 7.3 1.6 45.4%
3 Gordon 17.3 2.6 2.5 44.2%

6. Coach of the Year

1. Greg Popovich, Spurs
2. David Fizdale, Grizzlies
3. Steve Kerr, Warriors

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Non posso non mettere al primo posto coach Pop. Gli Spurs sono sempre, ancora, instancabilmente là nei vertici della classifica. Dopo il ritiro di Duncan, ci si poteva aspettare una sorta di contraccolpo psicologico, una mancanza di leadership. Invece gli Spurs sono solidamente al 2° posto dell’ovest e anche al secondo posto assoluto nella NBA. Popovich è un genio: ha inserito al meglio Gasol e Lee, Leonard ha mostrato grandi passi avanti in fase realizzativa, una gestione di Parker centellinata per averlo al meglio ai p.o., l’evoluzione positiva di Simmons e l’apporto del rookie Bertans e dell’ultimo arrivato Dedmon. Cosa altro chiedere?

Seconda posizione per coach Fizdale, capace di “resistere” nonostante i soliti problemi di infortuni degli sfortunati Grizzlies. Record più che positivo (17-9) e stabile posizione in zona playoff.

Ultimo,ma non ultimo. coach Kerr. E’ vero, ha una corazzata. Ma la cosa impressionante sono il numero di assist e la voglia che hanno quei ragazzi di passarsi la palla. Non è necessariamente una cosa automatica, soprattutto con delle “prime donne” come Durant e Curry abituati ad avere tanto il pallone tra le mani. Invece, gli assist sono 31.0 a partita, che rendono il 71,9% dei canestri frutto di un assistenza, una roba che non si vedeva dai Lakers dello shotime targato Magic Johnson. Clamoroso.


Come detto in precedenza, queste sono delle opinioni personali, se volete commentare, fare appunti / correzioni / critiche / suggerimenti, vi invito a farlo sulla pagina facebook che trovate al seguente link:

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Ingegnere, emigrato, fondatore, giocatore. Ha imparato prima a stoppare che ad usare i congiuntivi a scuola.

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