DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

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GSQSA 65 – NUOVO BK VIGEVANO 57


Siamo una fottuta moneta che volteggia in aria, e che alterna il testa/croce senza far capire a chi osserva cosa uscirà fuori alla fine.

Si, perchè all’interno dello stesso match sono scese in campo due squadre. Quella del primo periodo, che ci vede lenti, passivi e molli, dove la palla in attacco non gira e la difesa è sempre in ritardo. E poi c’è quella degli ultimi due quarti di gioco, che si passa la palla, vola in contropiede ed entra nei pantaloncini degli avversari tanta la pressione che mette in difesa.

Stiamo volteggiando, siamo in divenire. Solo il tempo potrà dire se uscirà “testa” o “croce”, se la scommessa fatta dal coach ad inizio anno sia giusta o meno. A differenza del casuale lancio di moneta, il fato qui non esiste. Esiste la volontà, il lavoro e il libero arbitrio. La nostra migliore arma è l’intensità che -se tenuta alta- permette di allungare quella coperta che risulta corta in alcune situazioni da migliorare.

Siamo (anzi, sono!) giovani. Siamo motivati (?). Siamo talentuosi. Dobbiamo essere più “cazzuti” tirar fuori quello che qui a nord conoscono poco come termine: LA CAZZIMMA.

Passare da -12 a + 10 nell’arco di un quarto di gioco però non è roba da poco. Con la pressione difensiva e l’intensità messa nella ripresa ogni avversario che incontriamo entra in paranoia. Il segnale più bello è stato quello di vedere la panchina, guidata da capitan Anitrano, che nel terzo quarto difendeva a suon di “Daje”, “Ueee”, “Aiutaaaa”, insieme ai 5 in campo.

Correggere alcuni errori è fondamentale però nel cammino della squadra: è impensabile di vincere altre partite con una percentuale ai liberi inferiore al 50%! Hard work pays off. CI deve essere chiaro e non dobbiamo mai mollare l’obiettivo.

Solita parentesi sulla prestazione del sottoscritto, prestazione di cui farò fatica a ricordarmi in futuro, ma con “orgoglio” -anche se ha dato un fastidio cane tutta la partita- posso dire che mi sono tagliato sul ferro schiacciando (nel riscaldamento). Cocoon!

Man of the match: LUCA “PINTONE” PINTO

PINTO
Pinto

Non chiamatelo panzone. Anzi, “panzooooone” come direbbe Mr. Chao in una lotte da leoni. Sotto quello strato morbidoso si nasconde un vero leone, ma non diteglielo altrimenti se lo mangia. Così come si è “mangiato” il play avversario, dapprima con giocate ai limiti della rottura dei legamenti, poi nella gara di “chi striscia più lontano” (vincendo anche quella, essendo sudato come fosse in sauna), prendendo falli fino al limite della doppia doppia.

Il “Cassano di Famagosta” prende le redini della squadra nei momenti chiave della partita. Non sono mancate le giocate forzate o le “correzioni” all’arbitro sul numero di tiri liberi. Ma Pinto è così, si prende le redini ma non provate a mettergli le redini (che si mangia pure quelle). Prendere o lasciare, ed io, sinceramente, prendo! CAVALLO PAZZO.

CLASSIFICA

POSIZIONESQUADRAWL
1PALL. MELEGNANO
50
2KOR DIL. SAN GIULIANO
50
3PALL. STRADELLA50
4BK OLIMPIA MILANO41
5NUOVO BK VIGEVANO
32
6BASKET CORSICO32
7PHOENIX IRIA VOGHERA22
8JUNIOR BK VIGEVANO22
9PRO VIGEVANO PARONA23
10VIVISPORT LANDRIANO23
11DRESANO BASKET14
12BK CITTA' DI OPERA14
13IL DISPERATO GAMBOLO'05
14SANMAURENSE PAVIA05

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Ingegnere

Ingegnere, emigrato, fondatore, giocatore. Ha imparato prima a stoppare che ad usare i congiuntivi a scuola.

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