AVERE (QUASI) 30 ANNI

AVERE (QUASI) 30 ANNI

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Cosa può abbattere un atleta (quasi) 30enne più dei crampi, degli acciacchi e della totale inattività?

La risposta la si può sintetizzare al meglio in una sola parola: responsabilità.

Non che prima le responsabilità non abbiano investito il sottoscritto, ma nel periodo degli studi e dei primi anni di lavoro, diciamo quelli ancora a “casa di mammà“, il loro peso era tale da poter essere gestito senza farsi travolgere. Adesso alle porte del trentello -e non parlo di punti- si deve essere forti in campo ma ancora di più al di fuori.

La lucidità di fare la scelta giusta è tutto per un atleta, ma se in campo l’azione comporta una reazione in tempo pressoché nullo, fuori i tempi si dilatano. E tanto. Ed allora la pazienza diventa tua alleata ma non sempre fidata.

Saltare un allenamento per me era qualcosa di impensabile. Feste, amici, festività… nulla veniva prima. Ma la lucidità di fare le scelte (giuste) fa parte dei “giocatori” maturi. E la scelta saggia è stata quella di saltare uno, due, cinque allenamenti in questo inizio anno, mettendo in dubbio la convocazione alla prima di campionato.

Avere trent’anni significa anche essere il “vecchio” della squadra. Significa parlare alla generazione dei Belinelli e non quella di Basile. Il tiro ignorante non ha formato questi ragazzi… come poteva farlo del resto? Uno dei compagni è nato nel ’99, anno della vittoria dell’europeo. E gli altri, mentre io gioivo saltando sul divano, avevano al più 5 anni.

Tutto questo non può che essere stimolante, mettersi in gioco è una costante sfida e un atleta -anche un semplice SemiPro-  non aspetta altro. Ma una sfida giocata ad armi impari. Non sarai mai allenato quanto loro, spensierato come un tempo e immerso anima e corpo come da giovane. Lo hai fatto, hai dato tutto. Adesso devi gestire le tue energie dentro e fuori dal campo, senza perdere contatto con la realtà, che, sempre meno, si chiama pallacanestro.

Mercoledì 29 la prima di campionato. La prima in Promozione, la prima lontano dalla Campania. La prima come underdog, la prima di una nuova era.

Ancora

una

PRIMA

 

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Ingegnere

Ingegnere, emigrato, fondatore, giocatore. Ha imparato prima a stoppare che ad usare i congiuntivi a scuola.

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